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BEAUTY NEWS

Il collettivo di Los Angeles presenta la sua terza collezione moda

Ispirata dalle community underground della California, la nuova collezione firmata Perfect Number è una chiamata alla rivoluzione culturale. L'obiettivo? Percorrere strade inedite, alla ricerca di nuovi stili che rifiutano gli stereotipi di genere per approcciare il bello della diversità. Con la primavera estate 2020, il marchio esplora una nuova estetica, moderna, libera da pregiudizi e timori che esprime perfettamente l'epoca digitale in cui viviamo. In un equilibrato mix tra artigianalità e materiali high tech, la collezione definisce un nuovo street style losangelino, perfetto per i prossimi scatti su Instagram. 

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Se la primavera fa venire voglia di avere un arcobaleno di colore sugli occhi, lo smokey eyes nero, il little black dress della cosmetica, rimane sempre un classico, un complice di bellezza. Un trucco occhi fra i più basilari ma dall'effetto amplificatore che dovremmo saper fare tutte.

Per Rajan Tolomei, national make up artist Max Factor che in questi giorni sta realizzando dei tutorial sulla pagina Facebook del brand, le nuance da cui partire sono nero e marrone testa di moro oppure nero e grigio antracite. 

Lo smokey eyes per occhi grandi 

Lo smokey eyes nero dà un tocco smart agli occhi grandi e sporgenti. L'importante è applicare il nero all'apice della palpebra mobile senza arrivare all'incavo: in questo modo l'occhio si assottiglia e diventa più deciso. Mentre per valorizzare gli occhi piccoli che hanno la palpebra che si piega verso il basso, Rajan Tolomei consiglia di creare uno smokeye eyes non aggressivo. Si applica il nero con un pennello a lingua di gatto andando oltre il bordo della palpebra mobile per allargare otticamente lo sguardo. Il tutto disegnando una forma arrotondata. 

Come personalizzare lo smokey eyes nero

Si parte dal nero kajal semplice e piatto, e si personalizza sfumando colori più chiari. Per esempio, aggiungendo il grigio antracite si ottiene un nero ardesia, perfetto per gli occhi blu notte, verde scuro e marrone cioccolato. Per gli occhi verde fango o marrone ambrato si miscela il marrone nocciola o testa di moro per ottenere un “nero corteccia”. In questo modo, il nero diventa tridimensionale e dà una riflesso meno scontato all'occhio. 

Smokey eyes nero: come realizzarlo

Dalla forma allungata o più tondeggiante, Nicole Attanasi, make-up artist Mac Cosmetics, suggerisce di applicare sempre un colore di transizione. Si comincia sfumando la matita nera kajal e prima di stendere l'ombretto nero carbone opaco, si applica un tono intermedio come l'ocra, con movimenti molto leggeri e facendo poca pressione sul pennello. Il suo consiglio? Prendetevi del tempo per la nuance di transizione, perché rende il nero speciale. 

Il make-up di Elisabetta Franchi PE 2020Elisabetta Franchi
Il make-up di Elisabetta Franchi PE 2020
GorunwayCara DelevingneDior : Photocall - Paris Fashion Week Womenswear Fall/Winter 2020/2021
Cara Delevingne
Dominique Charriau


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Lo stile dell'attrice Ali MacGraw in una gallery celebrativa

Ali MacGraw, newyorkese classe 1939, è una delle attrici icona degli anni 70 più amate dal mondo della moda. Love Story, il film di Arthur Hiller che le valse un Golden Globe come miglior attrice drammatica e una nomination agli Oscar, la consacrò per sempre nell'Olimpo di Hollywood. Dopo il primo matrimonio con Robert Evans, produttore del Padrino e Rosemary’s Baby, sposò nel 1973 l'attore Steve McQueen, grande e tormentato amore da cui divorziò cinque anni dopo. 

Lo stile della MacGraw, esempio perfetto dell'hippie chic dell'epoca, ha conquistato intere generazioni, lasciando un'impronta indelebile nella storia della moda. Tant'è, i look bohémienne dell'attrice, tra shorts e cuissard, foulard e maxi cappelli, rappresentano ancora oggi una fonte di ispirazione inesauribile per tutte le appassionate del genere. Li abbiamo raccolti in una gallery celebrativa, per raccontare la moda anni 70 di Ali MacGraw con una selezione di scatti dell'epoca.

NEW YORK, NY - MARCH 30: Actress Ali MacGraw on the set of Love Story on March 30,1970 in New York, New York. (Photo by Santi Visalli/Getty Images)Ali MacGraw, 1970
NEW YORK, NY - MARCH 30: Actress Ali MacGraw on the set of Love Story on March 30,1970 in New York, New York. (Photo by Santi Visalli/Getty Images)
Getty ImagesAli McGraw e Robert Evans, 1970Getty ImagesAli MacGraw (Photo by Ron Galella/Ron Galella Collection via Getty Images)Ali MacGraw
Ali MacGraw (Photo by Ron Galella/Ron Galella Collection via Getty Images)
Getty ImagesRobert Evans e Ali MacGrawGetty ImagesAli MacGraw lying on sailboat modelling a black and white cullotte suit by Robert Rojas for Stiletto. (Photo by Sante Forlano/Condé Nast via Getty Images) *** Local Caption ***Ali MacGraw;Ali MacGraw
Ali MacGraw lying on sailboat modelling a black and white cullotte suit by Robert Rojas for Stiletto. (Photo by Sante Forlano/Condé Nast via Getty Images) *** Local Caption ***Ali MacGraw;
Getty ImagesAli McGraw, 1971Getty ImagesRobert Evans e Ali MacGrawGetty ImagesAli MacGraw e Robert Evans, 1971Getty Images(Original Caption) Real Love Story. Rome: Ali MacGraw, who starred in the film Love Story, might be said to be involved in an ongoing real life love story. Her Ali MacGraw e Peter Evans
(Original Caption) Real Love Story. Rome: Ali MacGraw, who starred in the film Love Story, might be said to be involved in an ongoing real life love story. Her "co-star" in that story is her husband, Peter Evans, a film company executive. The two stroll through downtown Rome during a recent visit.
Getty ImagesNEW YORK CITY - OCTOBER 10: Ali MacGraw and Larry Spangler attend Diana Ross Opening Party on October 10, 1978 at Studio 54 in New York City. (Photo by Ron Galella/Ron Galella Collection via Getty Images)Ali MacGraw e Larry Spangler, 1978
NEW YORK CITY - OCTOBER 10: Ali MacGraw and Larry Spangler attend Diana Ross Opening Party on October 10, 1978 at Studio 54 in New York City. (Photo by Ron Galella/Ron Galella Collection via Getty Images)
Getty Images6/6/1979 New York, NY- Actress Ali MacGraw is escorted by former hubby Robert Evans as they attend the premiere of her new film, Ali MacGraw e Robert Evans, 1979
6/6/1979 New York, NY- Actress Ali MacGraw is escorted by former hubby Robert Evans as they attend the premiere of her new film, "Players". Evans produced the film, which co-stars Dean Paul Martin, son of entertainer Dean Martin.
Getty ImagesAli MacGraw e Peter Weller, 1979Getty ImagesAmerican actor Steve McQueen with his wife Ali MacGraw. (Photo by Tony Korody/Sygma/Sygma via Getty Images)Steve McQueen e Ali MacGraw
American actor Steve McQueen with his wife Ali MacGraw. (Photo by Tony Korody/Sygma/Sygma via Getty Images)
Getty ImagesAmerican actress, model, author, and animal rights activist Ali MacGraw, UK, 18th June 1979. (Photo by Stuart Nicol/Evening Standard/Hulton Archive/Getty Images)Ali MacGraw, 1979
American actress, model, author, and animal rights activist Ali MacGraw, UK, 18th June 1979. (Photo by Stuart Nicol/Evening Standard/Hulton Archive/Getty Images)
Getty ImagesATLANTA, GA - NOVEMBER 16: Ali MacGraw attends Interview Magazine Party on November 16, 1982 at Limelight Entertainment Complex in Atlanta, Georgia. (Photo by Ron Galella, Ltd./Ron Galella Collection via Getty Images)Ali MacGraw, 1982
ATLANTA, GA - NOVEMBER 16: Ali MacGraw attends Interview Magazine Party on November 16, 1982 at Limelight Entertainment Complex in Atlanta, Georgia. (Photo by Ron Galella, Ltd./Ron Galella Collection via Getty Images)
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Tendenza moda primavera estate 2020: gonne a tubino (e a matita). Consigli e outfit visti in sfilata e da copiare

La moda guarda agli anni 40, a quelle semplici ed eleganti gonne a tubino che fasciano i fianchi delle dive americane. Il modello icona è quello indossato da Lauren Bacall in Acque del Sud (1944): un taglio a matita, cioè diritto dai fianchi in giù, che Cristóbal Balenciaga ha poi ripulito da imbottiture o crinoline. A porre l'accento sul punto vita sarà Christian Dior, con la silhouette ad “H”, offrendo così una linea più affusolata.

Gli stilisti, per la primavera estate 2020 ri-editano le gonne a tubino: colori di tendenza, ricami a contrasto, fantasie equatoriali e anche divertenti ruches o frange che donano un twist inaspettato ai modelli più classici. 

Gonna a tubino + bralette

L'outfit dell'estate 2020 è composta da un capo classico come la gonna a tubino, abbinato a un bralette irriverente e prezioso.

Marco De Vincenzo
Marco De Vincenzo
Givenchy
Givenchy
Gonna a tubino + maglione corto

La versione urbana del look precedente, sinonimo di maliziosa femminilità.

Blumarine
Blumarine
Gonna a tubino con spacco

La gonna si apre e prende volume grazie a uno o a più tagli. Da provare anche la versione più sexy, con vertiginoso spacco lungo la coscia.

Marco De Vincenzo
Marco De Vincenzo
Miu Miu
Miu Miu
Gucci
Gucci
Gonna a tubino a fantasia

Ricami che portano l'attenzione sui fianchi o fantasia all-over, questa gonna è adatta a chi ha già confidenza con la gonna a tubino.

Prada
Prada
Dolce & Gabbana
Dolce & Gabbana
Gonna a tubino nera

È il modello base: puntate su un taglio diritto, che scende dai fianchi in giù, per esaltare le forme femminili. La silhouette ad “H” si ottiene con spalline accentuate e cintura sottile.

Versace
Versace
Gonna a tubino + bustier

Questo outfit ricorda la bellissima e sensuale Monica Belucci nel film di Giuseppe Tornatore, Malèna.

Dolce & Gabbana
Dolce & Gabbana
Gonna a tubino con orlo a frange

Per spezzare il rigore della linea diritta, lo stilista ha inserito delle lunghe frange che accentuano il movimento, passo dopo passo.

Burberry
Burberry
Gonna tubino di jeans 

La variante casual, da provare con maxi blazer e top di pizzo.

Stella McCartney
Stella McCartney

Guardate anche:

Moda primavera estate 2020, outfit gonna lunga nera



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Lo smart working è diventato parte del quotidiano di moltissime persone a seguito dell’emergenza Coronavirus. Se il cambiamento ha permesso di eliminare lo stress legato agli spostamenti per raggiungere l’ufficio (è così per il 44,9% degli intervistati in un’indagine Citrix), il lavoro da casa può però avere dei risvolti negativi per il benessere del corpo, causati dal poco movimento e dalla postura errata davanti al computer. 

Lavorare sul divano o seduti con le gambe incrociate non è sicuramente la scelta migliore, non solo per la concentrazione e la produttività, ma soprattutto per la struttura muscolare del corpo. Creare una serie di elementi ideali in un ambiente lavorativo adatto, e dedicare alcuni minuti della giornata a semplici e veloci esercizi alla scrivania o in piedi è il suggerimento di Sara Compagni, aka @postura.da.paura su Instagram, chinesiologa, specializzata in posturologia, e personal trainer. 

“Il rischio legato allo smart working”, spiega Sara “È quello di passare tutta la giornata seduti davanti al computer. Stando a casa infatti si trascorre molto più tempo senza alzarsi mai, rispetto a quando si va in ufficio: la strada per recarvisi, il percorso più lungo per raggiungere la toilette, la macchinetta del caffè, o la sala riunioni, sono tutte occasioni di movimento che adesso non abbiamo. In casa è molto probabile che si passi dalla scrivania, alla tavola per la cena, al divano per la serata, al letto a leggere prima di dormire, azzerando, o quasi, l’attività motoria”. Per aiutare i suoi follower a fare movimento, Sara condivide una sessione di allenamento live ogni giorno alle 10 del mattino sul suo profilo Instagram, che potete poi vedere e seguire quando avete tempo nelle 24 ore successive.

Scoprite i consigli di Postura da Paura per creare l’ambiente lavorativo ideale, per mantenere una posizione corretta alla scrivania, e per allenarsi quotidianamente.

1- Ricreare una scrivania 

Per quanto siano tentatori il divano, il letto e il tappeto, non sono questi i luoghi idonei dove lavorare. Cerchiamo di ricreare anche in ambiente domestico le posizioni che assumiamo in ufficio. Sono imprescindibili quindi un tavolo e una sedia. Lavorare semisdraiati sul divano non va bene perché è necessario mantenere più o meno intatte le nostre curve fisiologiche (lordosi cervicale, cifosi dorsale e lordosi lombare), affinché il corpo ci offra resistenza strutturale. Se perdiamo queste curve, stando accartocciati sul divano, il nostro corpo non è più in grado di garantirci la resistenza strutturale, non riesce più a smistare i carichi sulla struttura ossea, ma andrà a sovraccaricare il tessuto molle (muscoli, tendini e legamenti), che è meno resistente rispetto alla struttura ossea, e che quindi causa dolore.

2- Attenzione a come ci si siede

Sistemiamo la nostra posizione: usiamo dei cuscini sia da seduta che da schienale per essere più comodi, usiamo un rialzo sotto ai piedi per avere le ginocchia perpendicolari alle anche, affinché non siano troppo rannicchiate o troppo basse sotto al tavolo. Non esageriamo nel tenere una postura eccessivamente rigida e dritta, perché è dannosa tanto quanto una postura rannicchiata. Il consiglio è cambiare spesso posizione, non irrigidirsi in una sola e non ricercarne una eccessivamente dritta tale da creare disagio. Non accavallare le gambe, e non tenerle incrociate sulla seduta o sotto ai glutei.

3- È lo spazio ad adeguarsi a noi

Creiamo lo spazio necessario per lavorare bene, sistemiamo tavolo o scrivania, eliminiamo il superfluo e, se è possibile, usiamo sempre lo stesso luogo per questa funzione. Questo ci aiuterà a identificarlo come luogo adibito al lavoro e ci eviterà di ricercare altri luoghi non idonei. Sistemiamo la posizione del computer: allineiamo lo schermo agli occhi, usando dei rialzi da mettere sotto al computer, che andrà tenuto dritto davanti a noi, e non in un angolo del tavolo.

4- Ricordarsi di camminare

Oltre alla postura, è molto importante aiutare la circolazione, per evitare problemi di gonfiore. Sfruttiamo le call per camminare nella stanza. Alziamoci e sgranchiamoci. Camminiamo in corridoio per una serie di volte. Programmiamo queste azioni da ripetere con regolarità durante la giornata. E dopo il lavoro o in pausa facciamo esercizio fisico, anche blando, ma ogni giorno.

5- Allenamento da scrivania

Stando seduti alla scrivania, mentre si lavora, si possono effettuare 3 esercizi.

Torsione

Tenendo i glutei aderenti alla seduta, accavalliamo una gamba sull’altra e giriamoci col busto verso la gamba accavallata, tenendoci attaccati alla sedia con le mani.

Inclinazione

Portiamo in alto un braccio e allunghiamoci con questo verso l’alto. Incliniamoci verso il lato opposto, fino a percepire una leggera tensione sul fianco.

Estensione

Incrociamo le mani dietro alla nuca, appoggiamo il dorso allo schienale della sedia e incliniamo il busto e la testa leggermente all’indietro, in modo da portare in allungamento la muscolatura anteriore del tronco e del collo.



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with Melisa Eermert   @melisaeermert Maria Pigatto     @toothedvagina Carlotta Rossetti  @carlottarossetti Chiara Dal Maso     @clairehellblaue Silvia Bonavigo    @silvisis Ludovica Mondini   @ludddds Maditha De Paoli   @nix.denkend Styling   Michela Caprera  @michelacaprera Music Matilde Ferrari @plastica.zip Art direction  Sanja Pupovac @sanjeshka Filmed on Skype

About the project

Siamo in un momento da accogliere inevitabilmente e rispettare, di silenzio e trasformazione. Dopo giorni di mio blocco totale ho deciso, dopo averci pensato molto, di dare vita a questo progetto video.

Ho voluto coinvolgere soggetti con cui sono o sono stato legato.

Attraverso delle call Skype ho filmato il soggetto chiedendogli di raccontarmi alcuni aspetti della sua vita in questo determinato momento. Sono stato molto felice sentire che questa mia iniziativa ha dato forza alle persone coinvolte, per me la creazione di valore è fondamentale in questo momento.

Quello che emerge dai racconti è ovviamente l'incertezza, silenzio, rispetto, ma anche speranza e gratitudine per la vita.

Jonathan Emma

Bio

JONATHAN EMMA - FILM DIRECTOR

Jonathan Emma, è un film director italiano. Nasce a metà degli anni 80' in una piccola provincia sul mare della Liguria. All'eta di 16 anni, si abbona a L'Uomo Vogue e scopre fotografi come Helmut Newton, Steven Meisel. Studia fotografia a Firenze dove vive il mondo della notte, proiettando video nelle sarete più importanti della scena clubbing italiana. Finiti gli studi si trasferisce a Milano e inizia ad assistere sul set vari fotografi, tra cui i grandi Peter Lindbergh, Juergen Teller, Ellen Von Unwerth. La voglia di esprimersi è molta e inizia a collaborare con magazine e case di moda italiani e non solo. Un estetica fotografica e pulita, (quasi) ossessionato dai dettagli corpo. La connessione e l'empatia con il soggetto sono essenziali per lui, in cui il risultato è la risultante della visione del regista unita all'unicità del soggetto.



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Quello di Monica Vitti è uno stile che unisce eleganza e sobrietà a un'estetica anni 70

Sagace interprete del dramma e della commedia all'italiana, Monica Vitti ha tradotto in versione femminile l'ironia propria di Ugo Tognazzi e Alberto Sordi, restando al contempo immagine di un pathos tragico condiviso con le contemporanee Giulietta Masina e Anna Magnani. Voce roca, capelli biondi, l'occhio incorniciato da eyeliner nero, con lo sguardo felino à la Brigitte Bardot. Nata Maria Luisa Ceciarelli, Monica Vitti è fra le più grandi interpreti del cinema italiano, poliedrica e mimetica, musa di Mario Monicelli e di Michelangelo Antonioni. Un talento che si accompagna a uno stile unico nel panorama  italiano, diverso dall'abito morbido di Sophia Loren, dalle silhouette pin up del guardaroba di Claudia Cardinale, o dalle mise monocromatiche di Virna Lisi

1970, ritratto di Monica VittiThe Actress Monica Vitti
1970, ritratto di Monica Vitti
Getty ImagesChanel Primavera Estate 2020
Chanel Primavera Estate 2020
Gorunway

Il suo è uno stile che riflette un'eleganza classica mista a una passione per il casual anni 70: tubini al ginocchio con cappellini fascinator coordinati si alternano a pantaloni dal taglio a zampa, abbinati a camicia sartoriale e blazer sagomato in vita. Fuori dal set, occhiali da sole, vestiti con stampe a fiori e flat shoes; durante le riprese, una couture futuristica e a tratti stravagante, indossando tuniche con maxi colletti, fasce nei capelli vaporosi, e copricapo ispirati a elmi medievali. Un gusto per la semplicità e una nonchalance nell'indossare l'eccentrico che caratterizzano anche la moda contemporanea, e che ritroviamo nelle collezioni primavera estate 2020

Monica Vitti nel 1965Monica Vitti
Monica Vitti nel 1965
Getty ImagesCeline Primavera Estate 2020
Celine Primavera Estate 2020
Gorunway

Negli anni 70, Monica indossava un abito con maniche a palloncino, stampato in rosa, nero e bianco - un fiore di tessuto rosa peonia decora lo scollo - abbinato a un choker di velluto nero e a uno di cristalli color quarzo. Un look dal motivo astratto e geometrico che oggi si ritrova sulla passerella Chanel, declinato in abiti lunghi, tailleur pantalone, bluse e gonne. Celine si fa interprete di quello stesso stile anni 70 amato dall'attrice, combinando jeans dal taglio a zampa con blazer in cotone o velluto, accompagnato da Fendi, che del decennio riscopre non solo le forme, ma anche i colori e materiali, giocando con abbinamenti di bralette crochet, pantaloni in cotone senape, e trench scamosciato. 

1974, al Festival del Cinema di CannesCannes Film Festival in 1974
1974, al Festival del Cinema di Cannes
Getty ImagesFendi Primavera Estate 2020
Fendi Primavera Estate 2020
Gorunway

Abito bianco, colletto alto, lunghezza al ginocchio, l'outfit da eroina dei fumetti in Modesty Blase - La bellissima che uccide (1966) di Joseph Losey, un design oggi proposto da Nicolas Ghesquière per la primavera Louis Vuitton in una versione dal sapore Art Nouveau. Non manca l'elemento couture, spesso costituito da colli esagerati come quello plissettato creato da Beatrice Dawson sempre per il suo ruolo di Modesty Blase, la cui leggerezza e volume si ritrovano nel capospalla celeste di Giorgio Armani, con tessuto ondulato che regala movimento e fluidità a un lungo abito di sequin in ton sur ton. 

1965, sul set di Modesty Blaise - La bellissima che uccide di Joseph LoseyMonica Vitti In 'Modesty Blaise'
1965, sul set di Modesty Blaise - La bellissima che uccide di Joseph Losey
Getty ImagesLouis Vuitton Primavera Estate 2020
Louis Vuitton Primavera Estate 2020
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Entrata nel mito di quel cinema irripetibile e di qualità, di quella Cinecittà che dagli albori al neorealismo è stata grande al pari di Hollywood, Monica Vitti ormai da tempo non compare più in pubblico, ma ha lasciato dietro di sé un sogno di voce roca, capelli biondi e occhi incorniciati da l'eyeliner nero.

1965, sul set di Modesty Blaise - La bellissima che uccide con un costume creato da Beatrice DawsonMonica As Modesty
1965, sul set di Modesty Blaise - La bellissima che uccide con un costume creato da Beatrice Dawson
Getty ImagesGiorgio Armani Primavera Estate 2020
Giorgio Armani Primavera Estate 2020
Gorunway
Monica VittiPortrait of Monica Vitti
1950, ritratto di Monica Vitti
Getty ImagesMonica VittiMonica Vitti In Three Fables Of Love
1962, in una scena de La Lepre e la Tartaruga, episodio di Le Quattro Verità di Alessandro Blasetti
Getty ImagesMonica VittiPortrait Of Monica Vitti
1962, su una gondola nel Canal Grande di Venezia
Getty ImagesMonica VittiMonica Vitti Sitting on Desk
1960, sul set de L'Avventura di Michelangelo Antonioni
Getty ImagesMonica VittiItalian director Michelangelo Antonioni
1962, durante le riprese del film L'Eclisse di Michelangelo Antonioni
Getty ImagesMonica VittiPortrait
1964, Monica Vitti a Venezia fuori dall'Excelsior Hotel
Getty ImagesMonica VittiMonica Vitti
1964, al Festival del Cinema di Venezia durante la presentazione del film Il Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni
Getty ImagesMonica VittiMonica Vitti On 'Modesty Blaise' Set
1965, l'attrice sul set di Modesty Blaise - La bellissima che uccide di Joseph Losey
Getty ImagesMonica VittiMonica Vitti In Wide Collar In 'Modesty Blaise,' 1966.
1966, Monica Vitti con un costume creato da Beatrice Dawson per il film Modesty Blaise - La bellissima che uccide di Joseph Losey
Getty ImagesMonica VittMonica Vitti
1966, sul set di Modesty Blaze - La bellissima che uccide con un oggetto di scena (un rossetto da spia che emette un gas velenoso)
Getty ImagesMonica VittiFRANCE-CINEMA-FILM-CANNES
1966, al suo arrivo al Carlton Hotel durante la 19esima edizione del Festival del Cinema di Cannes
Getty ImagesMonica VittiMonica Vitti, Italian actress. Cannes festival, 19
1968, al Festival del Cinema di Cannes
Getty ImagesMonica VittiRon Galella Archive - File Photos 2010
1969, Monica Vitti durante un ricevimento all'Hotel Brigadoon di Roma
Getty ImagesMonica VittiPortrait de Monica Vitti
1973, Monica Vitti a Parigi
Getty ImagesItalian actress Monica Vitti, wearing an embroidered blazer, Venice, 1980. (Photo by Archivio Cameraphoto Epoche/Getty Images)Monica Vitti Portrait
Italian actress Monica Vitti, wearing an embroidered blazer, Venice, 1980. (Photo by Archivio Cameraphoto Epoche/Getty Images)
Archivio Cameraphoto Epoche


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Su Netflix c'è sempre un documentario che val la pena condividere e discutere sui social. A partire da Tiger King, la docuserie che ha come protagonista Joe Exotic, un personaggio piuttosto controverso e inquietante che collezionava nel suo zoo tigri e animali selvatici (condannato ora a 22 anni di prigione per tentato omicidio). Il programma ha creato un vero e proprio terremoto mediatico, anche per gli standard di Twitter, e su Instagram circola un meme dedicato al suo guardaroba appariscente. Insomma non si smette più di parlarne. 

Se cercate, dunque, documentari da binge watching di cui poi parlare con gli amici ecco a voi - da Crip Camp, prodotto da Barack e Michelle Obama, alla serie che indaga sui giocatori della NFL accusati di omicidio – le nostre proposte.

1. Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online (2019) Courtesy Netflix

Quando questa docuserie in tre puntate su crimini realmente accaduti è andata online su Netflix lo scorso dicembre, nel bel mezzo delle feste di Natale, tutti abbiamo messo in pausa l’ennesima replica di Elf – Un elfo di nome Buddy per seguire queste vicende singolari e inquietanti. Giù le mani dai gatti racconta di un gruppo di sedicenti investigatori su Facebook che tentano di trovare il responsabile di una serie di video, postati anonimamente online nel 2010, in cui vengono barbaramente uccisi dei gatti. Senza voler spoilerare nulla, ci teniamo a dire che il gruppo – capeggiato da Deanna Thompson e John Green – intraprende un viaggio pericoloso che finisce con l’uccisione di un’altra specie.

2. Cheerleader (2020) CheerCourtesy Netflix

La percezione che il mondo aveva di questo sport è stata sconvolta per sempre da Cheerleader, una docuserie che indaga la sportività, il coraggio e la grinta pura delle cheerleader. Girato durante gli allenamenti per il National Cheerleading Championship di Daytona Beach, in Florida, il documentario segue ogni passo, volteggio e capriola delle atlete del Navarro College Cheer Team, mentre si spingono oltre ogni limite fisico e psicologico, per guadagnarsi la stima della loro allenatrice, Monica Aldama. Diretta da Greg Whiteley (regista di un altro documentario di Netflix, Last Chance U), la serie ha come protagoniste vere e proprie eroine come Lexi Brumback e Gabi Butler, avvistate poi sulle passerelle della New York Fashion Week lo scorso febbraio.

3. Tiger King (2020) Courtesy Netflix

C’era qualcuno pronto alle bravate di Joe Exotic, meglio conosciuto come Tiger King? Probabilmente no. Ma che cosa ci avrebbe potuto preparare alle prodezze di un personaggio così: sempre armato, bigamo e fanatico dei grossi felini (leggi: persona non grata agli animalisti)?

La storia di Joseph Maldonado-Passage (il vero nome di Joe Exotic) inizia in Oklahoma e finisce in una prigione del Texas (Grady County Jail). Tra l’inizio e la fine veniamo trascinati in un mondo fatto di pistole, crudeltà verso gli animali e di quella strana acconciatura anni 80, detta "mullet". Ci sono servizi stampa e campagne politiche in abbondanza, oltre alla faida storica con Carole Baskin, ad e fondatrice del ricovero non profit per felini esotici. Proprio lei che col tempo diventa la rovina di Exotic. In sintesi: Tiger King ha tutte le carte in regola per causare dipendenza.

4. Crip Camp: disabilità rivoluzionarie (2020) Courtesy Netflix

Questo docufilm Netflix, prodotto da Barack e Michelle Obama, non potrebbe arrivare in un momento miglior. Inizia con una conversazione tra Jim LeBrecht, codirettore della serie nato con la spina bifida e la storica documentarista, nonché vincitrice di un Emmy, Nicole Newnham. E ci trasporta nei ricordi d’infanzia di LeBrecht risalenti al 1970 quando frequentava il campeggio Jened – un campeggio progressista per adolescenti disabili a nord dello stato di New York, che ha visto crescere una nuova generazione di attivisti. Tra questi figuravano Judith Heumann, Pat Figueroa e Denise McQuade, la cui perseveranza, collaborazione e resilienza avrebbero poi condotto all’approvazione della legge ADA che non solo trasformò tantissime vite, ma rese il mondo un posto più rispettoso dell'uguaglianza dei diritti.

5. Nella mente di un killer: Aaron Hernandez (2020) Courtesy Netflix

Un avvertimento: la parabola del giocatore della NFL Aaron Hernandez, un tempo venerato, non garantisce una facile visione. Questa serie divisa in tre puntate va oltre il glamour degli stipendi multimilionari del mondo del football professionista, preferendo raccontare la storia straziante di un adolescente prodigio dello sport, che culmina nell’omicidio del giocatore di football semiprofessional, Odin Lloyd – oltre a sottolineare gli effetti poco conosciuti della CTE (Encefalopatia traumatica cronica), una condizione che potrebbe aver contribuito alla tragedia.

6. Miss Americana (2020) Courtesy Netflix
Courtesy Netflix
Courtesy Netflix

Che siate o no fan di Taylor Swift, questo film ci permette di scoprire gli aspetti meno noti di una vita sotto i riflettori. È senz’altro più light rispetto alle imprese di Joe Exotic. Si va dal racconto nudo e crudo dei disordini alimentari della Swift all’impatto dei VMA (Video Music Awards) del 2009 che diede inizio alla lunga rivalità con i Kardashian-West. Miss Americana è, sostanzialmente, il racconto della voglia di farcela (Taylor Swift è stata al primo posto della classifica Top Country Albums per 24 settimane consecutive all’età di 16 anni), e in questo momento storico particolare, dove siamo forzati a rallentare, è particolarmente intenso. 



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Le cinture 2020 sono estrose e divertenti, un accessorio che regala un twist originale a ogni look

La cintura è quell'accessorio in grado di unire l'utile al dilettevole, quell'elemento funzionale che, se scelto con attenzione, sa dare una svolta creativa ai nostri outfit. Abbinare una cintura con maxi fibbia a un mise semplice e basic composta di jeans e camicia sa darle un twist elegante chic; fili di perle e pietre dure stretti in vita con un vestito morbido, lungo o midi, creano un gioco di volumi e morbidezze fra parte superiore e parte inferiore. Dalle passerelle primavera estate 2020 arrivano tutti i consigli su come creare abbinamenti eleganti, versatili e femminili, per sfruttare al meglio tutte le potenzialità di questo accessorio. 

Alexander McQueen sceglie una cintura maxi, in total black e con grande fibbia dorata, di forma ovale, accostata a un abito con ampie maniche a sbuffo, busto stretto e gonna voluminosa. Barocca ed elaborata è la versione proposta da Gucci, in cui la fibbia è una testa di leone dorato, un tocco di luce in un outfit con jumpsuit dalla stampa geometrica anni 70. Immancabili per Chanel i fili intrecciati di perle, pietre dure e catene metalliche, che rendono prezioso e brillante un delicato mini dress in chiffon nero. Ci sono poi i brand che puntano sulla tradizione, usando il proprio logo come fibbia delle cinture: lo abbiamo visto da Burberry, Dior e Valentino - un classico che non perde mai il suo fascino.

Novità di stagione sono le cinture con annessa borsa micro come i modelli visti da Dolce & Gabbana, che realizza sfiziose belt bag in colori tropicali, o le versioni gioiello di Versace, in cui l dalla cintura pende un bellissimo ciondolo. Da abbinare con creatività e fantasia e da sfruttare ogni giorno, in ogni stagione, le cinture sono un accessorio con cui sbizzarrirsi e, soprattutto, divertirsi, sperimentando negli accostamenti, nei colori, e nelle forme.

Alexander McQueenAlexander McQueen
Primavera Estate 2020
GorunwayBurberryBurberry
Primavera Estate 2020
GorunwayChanelChanel
Primavera Estate 2020
GorunwayDolce & GabbanaDolce & Gabbana
Primavera Estate 2020
GorunwayDiorDior
Primavera Estate 2020
GorunwayGucciGucci
Primavera Estate 2020
GorunwayLouis VuittonLouis VuittonGorunwayMarc JacobsMarc Jacobs
Primavera Estate 2020
GorunwayMichael Kors CollectionMichael Kors Collection
Primavera Estate 2020
GorunwayMiu MiuMiu Miu
Primavera Estate 2020
GorunwaySalvatore FerragamoSalvatore Ferragamo
Primavera Estate 2020
GorunwayValentinoValentino
Primavera Estate 2020
GorunwayVersaceVersaceGorunwayBottega VenetaBottega VenetaBalenciagaBalenciagaAlaïaAlaïaChloéChloéLoeweLoewePradaPradaThe AtticoThe AtticoEtroEtroAlberta FerrettiAlberta FerrettiCarolina HerreraCarolina HerreraGivenchyGivenchyPhilosophy by Lorenzo SerafiniPhilosophy by Lorenzo Serafini


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“Avete presente quando vi fanno un succhiotto?” chiede Jessica Alba, mentre sentiamo in sottofondo il ronzio del suo apparecchio rassodante per il viso. “Ecco, questo fa la stessa cosa, ma sul viso”, dice la beauty expert e cofondatrice del brand The Honest Company mentre ci spiega passo dopo passo la sua routine di bellezza. Se volete sapere come prendervi cura della vostra pelle restando a casa, la guida di Jessica Alba è quello che fa per voi.

L’attrice, seduta comodamente nella sua casa di Los Angeles e circondata da tutti i suoi prodotti e strumenti preferiti, ci spiega passo dopo passo la sua routine, parlando di idratazione, prodotti illuminanti e tecniche rassodanti. E sono i beauty gadget di Alba i veri protagonisti.  L'attrice, ad esempio, usa il suo apparecchio rassodante quando si sente particolarmente stanca o se ha bisogno di una botta di energia, racconta a Vogue. 

“Come quando ho molta ritenzione idrica, ho mangiato troppo salato, ho bevuto troppo, non ho dormito abbastanza. Insomma, come mi succede praticamente ogni giorno”! Un altro consiglio utile? Applicare generosamente un siero a base di vitamina C, il prodotto che è sicuramente responsabile dell’incarnato eternamente luminoso dell’attrice.  Per la beauty routine completa, cliccate play e guardate Jessica Alba mentre ci svela tutti i suoi segreti di bellezza e ci spiega come si rilassa e si prende cura di sé.

Credits: REGIA: John-Michael Triana  DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA: James Hammond  PRODUZIONE LA: Pink Productions  VESTIERISTA:  Pamela Saavedra  HAIR STYLIST: Davy Newkirk at The Wall Group  MANICURIST: Kim Truong at Star Touch Agency

Beauty credits: Magic Gel-to-Milk Cleanser with Pink Kaolin Clay & Rose Water, Honest Beauty Gentle Gel Cleanser with Chamomile & Calendula Extracts, Honest Beauty Vitamin C Radiance Serum with Artichoke & Clover Extracts , Honest Beauty Organic Beauty Facial Oil, Honest Beauty Kinetic Skin Toning System, Conture Coco Rose Lip Polish, Herbivore Botanicals Lip Balm, Dr Barbara Sturm Hydrogel Cream with Two Types of Hyaluronic Acid, Honest Beauty UpLift™ Massaging Beauty Roller, Nurse Jamie



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Nella nostra beauty routine una cosa non può proprio mancare: il primer. Levigante, opacizzante, rimpolpante, ci aiuta a stendere meglio il trucco e a correggere le varie imperfezioni, minimizzando i pori. Ecco allora una pratica guida per capire qual è il più giusto per noi, in base al tipo di pelle e alle varie formulazioni.Continua a leggere

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Il Coronavirus sta letteralmente ridefinendo, ex novo, la nostra società imponendoci il costo della paura e del dolore. Ci sono però persone che stanno pagando, in questo momento, il prezzo più alto: comunità marginalizzate, dimenticate e, purtroppo più a rischio di altre. Tra queste i malati di HIV che oltre a essere da sempre vittima di uno stigma sociale, oggi, a causa della immunodeficienza acquisita dal virus, sono tra le persone più a rischio di contrarre il Coronavirus. Ed è a loro che Elton John, da 30 anni in prima linea nella lotta contro l'HIV/AIDS ha pensato.

Mr. Rocketman ha infatti annunciato che la sua Fondazione ha stanziato un milione di dollari per creare un fondo di emergenza covid-19 e assicurare le cure anche ai malati di HIV delle comunità più discriminate. "Ora e sempre io combatterò per fa sì che non venga lasciato nessun malato di HIV indietro" ha detto Sir Elton John nel video di annuncio della donazione. A questo indirizzo (https://london.ejaf.org/covid19/) si possono trovare maggiori dettagli.  Un esempio importante che speriamo venga seguita da molti altri. 



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Che il rossetto rosso abbia dei poteri straordinari lo sanno proprio tutti. E non bisogna essere delle esperte di make-up per capire la capacità che ha questo prodotto di lanciare un messaggio, di tirare su il morale, di dare grinta, e di far sentire bene chi lo indossa. 

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Come scegliere il rossetto giusto?
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Il rossetto rosso è stato il protagonista dei periodi di crisi della storia, dalla Grande Depressione del 1929, al Dopoguerra, dall’11 settembre 2001, fino ai giorni nostri, quando la pandemia da Coronavirus ha innescato una crisi economica mondiale: il rouge per le labbra è tra i pochi beni di lusso le cui vendite aumentano in questi momenti, secondo il Lipstick Index, termine coniato da Leonard Lauder, presidente del CdA Estée Lauder, che vide un aumento delle vendite durante la crisi economica di inizio 2000. 

Sarà la voglia di rialzarsi, di non mollare, di lottare per il futuro, o più semplicemente il bisogno di vedersi bene, in ordine, dinamiche, anche se chiuse in casa per l’emergenza COVID-19: il rossetto è simbolo della forza delle donne, di nuovo, anche oggi. Lo ha indossato persino la regina Elisabetta II qualche giorno fa, quando ha lasciato Buckingham Palace a bordo della sua auto per rifugiarsi nel Castello di Windsor

La Regina Elisabetta II, con il rossetto rosso, mentre lascia LondraQueen leaves London
La Regina Elisabetta II, con il rossetto rosso, mentre lascia Londra
Aaron Chown - PA Images

Oggi sono i social lo strumento che lo sta rendendo ancora più popolare. Sono molte le iniziative che partono da donne comuni, che indossano il rossetto rosso a casa, mentre fanno live su Instagram e chiedono a tutte di fare lo stesso: applicare la tonalità rossa e far vedere al mondo che non ci si arrende davanti alle difficoltà. 

Tra le star, Miley Cyrus ha mostrato la sua beauty routine da quarantena, sfoggiando un rossetto rosso iper-pigmentato. 

@mileycyrus
@mileycyrus

Selena Gomez ne ha indossato uno brillante, mentre partecipava alla #SafeHands challenge, la sfida che sta girando tra le star che invita a mostrare a tutti come si lavano le mani correttamente. 

Lo indossa anche Nicole Scherzinger, ma in una nuance più calda che mette in risalto le pelli olivastre, durante una corsa isolata nei boschi, prima che scattasse il lockdown anche in UK. 

Chiunque può farlo, e magari approfittare della permanenza in casa per sperimentare nuovi colori e modi di applicazione: se, come dicono le make-up artist, il rossetto rosso sta bene a tutte, non tutte però si sentono a loro agio indossandolo.

Allora la soluzione potrebbe essere provare diverse tonalità, dal rosso freddo al rosso-arancione caldo, per trovare quella più adatta, o cambiare tecnica di applicazione, ad esempio picchiettandolo con le dita, anziché applicarlo direttamente dal bullet

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Divertirsi con il rossetto rosso in questo momento può essere anche un modo per imparare a vedersi bene indossandolo. Non sappiamo se il valore economico del rossetto rosso in tempi di crisi verrà confermato anche in questo periodo storico, ma quel che è al momento certo è che indossarlo è un modo per gridare al mondo il proprio messaggio di forza, tenacia e libertà. Attraverso i social, per il momento, e molto presto - si spera - di persona.

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Shopping? Zara Italia rilancia le culotte di Kate Middleton

L'ispirazione arriva direttamente da Kate Middleton che li aveva scelti a fine febbraio quando il lockdown causa coronavirus ancora non interessava la Gran Bretagna. Durante un incontro con l'associazione SportsAid al London Stadium, Kate aveva sfoggiato un perfetto look athleisure, in uno dei più bei colori moda 2020: il verde

L'outfit era composto da maglia a costine verde bottiglia di Mango, con maniche a tre quarti e scollo rotondo, e  pantaloni culotte di Zara verde pino. È bastato poco tempo perché questi ultimi finissero sold out sul sito del marchio spagnolo. Ora però sono tornati in stock: stesso modello dalla vita alta e la vestibilità “loose”.

I colori? Giallo, beige, écru e nero. E il famoso “verde Kate”? Finito, vittima del suo stesso successo.

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Se guardando le foto di settimana scorsa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump avete avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di diverso in lui, be', non siete gli unici solo. Mentre si trovava fuori dalla Casa Bianca per aggiornare il Paese sulla crisi del COVID-19, Trump - e sì, i suoi capelli grigi - sono diventati la questione più discussa su Twitter.

Era il 30 marzo in occasione della conferenza quotidiana per aggiornare sull'emergenza Coronavirus. Piccole raffiche di vento soffiavano sulla capigliatura del Presidente mettendolo nella condizione di affrontare quella che è ormai una leggenda: Trump porta il parrucchino? "I capelli mi svolazzano intorno, ed sono i miei", ha detto Trump. E se il fatto che presidente degli Stati Uniti abbia bisogno di far ruotare ogni situazione attorno alla sua persona non è una novità, a incuriosire gli utenti di Twitter è stato l'evidente cambiamento di colore dei capelli.

Nottetempo infatti, la “classica” tonalità arancione di Trump è stata sostituita da brillanti capelli grigi. Dando vita a varie teorie. Un utente di Twitter ha ipotizzato che Trump stia cercando un aspetto più sobrio per la corsa alla Presindenza del 2020. Un altro si chiedeva se fosse un esempio social distancing: non posso andare dal parrucchiere e quindi non mi tingo i capelli. E quindi, se fosse quest'ultimo il caso, Trump si sarebbe affidato a una comune tinta a casa? O infine… Dopo aver ignorato aver minimizzato la natura pericolosa del COVID-19, lo stress dell'emergenza sta avendo ripercussioni (anche) sui suoi capelli?

Lo storico Alexis Coe, autore del best seller del New York Times You Never Forget Your First: A Biography of George Washington, ritiene che quest'ultima teoria sia improbabile. Mentre Coe riconosce che essere presidente invecchi una persona, non crede che i capelli grigi di Trump siano una manifestazione fisica improvvisa di tensione emotiva, ma piuttosto una strategia studiata. "Credo si tratti di una sorta di manipolazione del pubblico americano. Vuole mostrare ai cittadini che anche lui sta soffrendo", spiega. "Trump sta cercando di distrarre l'attenzione da come ha gestito l'emergenza e cioè in ritardo e con messaggi pericolosi e talvolta fatali".

Se si tratta di una strategia intenzionale, ci sono dei precedenti. Coe cita un caso in cui George Washington mise in mostra la sua vulnerabilità mentre affrontava la ribellione alla fine della guerra rivoluzionaria nel 1783. “Signori, dovete perdonarmi, perché non solo mi sono venuti i capelli grigi ma sono diventato anche cieco al servizio del mio Paese", ha detto Washington estraendo un paio di occhiali mentre leggeva ad alta voce alla sua truppa. "Nessuno lo aveva mai visto indossare gli occhiali e i soldati ne rimasero incredibilmente commossi", spiega Coe. “L'hanno interpretato come un gesto [in cui] Washington ammetteva di aver compreso le loro rimostranze. È una delle sue storie più conosciute e molti presidenti si ispirano proprio a lui ”. Tuttavia, Coe osserva che, poiché Trump sembra non mostrare alcun interesse per la storia presidenziale o americana, è improbabile che stia “omaggiando” George Washington.

"Trump ha avuto lo stesso aspetto iconico, questa caricatura di uomo d'affari, per decenni", aggiunge Coe. "Vuole essere facilmente riconosciuto così come potrebbe esserlo un venditore di auto, quindi questa è una iniziativa davvero sorprendente". Se diventare grigi era davvero la scelta consapevole di Trump, è quasi certo che l'idea non sia sua. “Trump detesta cambiare il suo aspetto, quindi è probabile che abbia ascoltato i suoi collaboratori”.

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato su Vogue.com



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